domenica 4 gennaio 2009

Il Poker

Ho avviato una lunga ed estenuante riflessione riguardo il gioco del poker.
Saranno ormai un paio d'anni che trovo diletto immenso nel trascorrere ore intere della mia vita con le carte in mano. Ho appreso le regole delle più strampalate varianti, dal Jamaican allo Stud, dall'Omaha all' H.O.R.S.E., dal Razz al più semplice e diffuso Texas Hold'Em.
Di certo non posso essere considerato il campione dei campioni, eppure le mie abilità mi hanno permesso di sostentarmi durante periodi di magra grazie alle vittorie accumulate. Ho raccolto esperienza partecipando a partite di svariati livelli di serietà, vagando tra tavoli nei quali per vincere basta puntare una caramella mou ad altri nei quali parlare durante la distribuzione della carte era un atto punibile con quindici scudisciate. 
Una bella notte capita, a dispetto della presunzione con la quale asserisco di averne viste di cotte e di crude, che durante una mano di Telesina il mio poker di K viene sconfitto da una scala reale a quadri ottenuta scoprendo l'ultima vela rimasta a faccia in giù. Il mio avversario, con una tattica che, per ragionevolezza, è considerabile una grave offesa a tutte le forme di intelligenza superiore, continuava a vedere le mie ingenti puntate nonostante le sue carte fossero scompagnate ed inservibili. Egli, in sostanza, acconsentì a scommettere la quasi totalità della propria dote con la convinzione che dio l'avrebbe ricompensato per il suo coraggio - parola che, in aramaico, può significare anche "completa mancanza di raziocinio compensata da uno sviluppo abnorme delle dimensioni del culo"- nell'attendere il bacio della dea bendata.

Holomae : " Sei euro."
Coraggioso (senza indugio) : " Vedo."
Giocatore n.3 : "Passo."
Giocatore n.4 : "Passo."

Di fronte a me campeggiano fieramente due K e due A. La quinta carta, nascosta alla vista degli avversari, è proprio quello splendido terzo K che trasforma una blanda doppia coppia in un Full letale come il cianuro ad un bebè. Per quanto mi sforzi di trovare quella connessione sussistente tra una Q di quadri, un 8 di fiori, un 7 di cuori ed un J di fiori, il mio cervello non riesce ad elaborare una teoria che renda giustificabile vedere una puntata di due quinti della dote con nulla in mano.
Si scopre la prima vela. J di quadri.

Holomae : " Tre euro."
Coraggioso : " Vedo." 

Per un lungo, interminabile attimo, Il Coraggioso ed io ci guardiamo negli occhi. Sento che le mie sopracciglia, animate da vita propria, si sono corrugate in un'espressione di incredulo sgomento. Lo sguardo del mio avversario è vuoto, vacuo. Mi sembra di guardare un pauro.
Il terzo Kappa è coperto, nascosto alla vista di tutti. Il Full non è visibile, ma facilmente intuibile. Ma, dato che madre natura distribuisce i propri doni a casaccio, concludo che non è obbligatorio saper leggere il gioco altrui e che Nemo potrebbe esser convinto che io stia bluffando con nulla più di una doppia all'attivo.
Seconda vela. K di quadri.

Holomae : "Sei euro."
Coraggioso : "Vedo."

Silenzio.

Holomae : "Perché hai visto."
Coraggioso : "Il mio punto è più forte del tuo."

Silenzio.

Giocatore n.3: " Coraggioso, il Full batte il Tris ed il Poker batte il Colore."
Coraggioso : " Lo so."

Silenzio.

La terza ed ultima vela viene scoperta. Dieci di quadri. Io ho un poker di K e il pauro ha il 33 % di probabilità di avere un colore ed il 4 % di probabilità di avere una reale, se sta nascondendo l'Asso di quadri. Decido che, vista l'atmosfera surreale che avvolge come una nebbia fumosa la pragmaticità della mia tattica, sia giunto il momento di lasciar parlare questo pesce rosso che c'ho di fronte.

Holomae : "Cip."
Coraggioso: "Cip."

Sono sbigottito. 

Holomae (rivelando il quarto K): "Io ho poker di K."
Coraggioso (rivelando l'asso di quadri) : "Io ho reale di quadri."

Gli altri due giocatori ed io, i volti cinerei, guardiamo questo essere immondo raccogliere le fiches dal piattino. Ha l'aria spavalda e soddisfatta. 
Decido di mitigare il tumulto di magma che ribolle nelle mie viscere e dimostro grande virtù non perdendo la pazienza. Impassibile, raccolgo le carte e le ordino in un mazzetto, che porgo al prossimo di mano.

Holomae (al Coraggioso): "Posso chiederti una cosa?"
Coraggioso (impilando ordinatamente le MIE fiches di fronte a sé): "Certo."
Holomae : " Perché, quando è chiaro che io abbia già un Full, tu vedi sei euro di scommessa con due quinti di colore in mano?"
Coraggioso : "Mah, me la sentivo."

Calmati. E' un tuo ospite. Ti ha portato il pandoro. Ti vuole bene, uscite insieme. Siete amici.
Amici, ricordi? Respira. Non è colpa sua. Gli è andata bene, puoi forse fargliene una colpa?

Holomae : " Hai visto una puntata di 15 euro con un gioco la cui percentuale di riuscita si aggirava intorno al 3% perché te lo sentivi?"
Coraggioso: "Certo."
Holomae : "Certo."
Coraggioso : "Me lo sentivo proprio."
Holomae : "Uh - uh."

Silenzio.

Coraggioso : "Bella mano, eh?"
Holomae : "Bella mano, sì."
Coraggioso : " Così si gioca a poker."
Holomae : "Vai fuori da casa mia."

Eventi del genere non possono non risvegliare in me l'amore per la filosofia. Questa mano di poker dimostra che l'Irrazionale detiene grande forza. L'illogicità può trionfare sull'ordine mentale. Colui il quale è libero dal peso dell'intelletto può ferire nell'intimo una persona che, decisamente, ha molto più diritto di lui di calpestare il suolo terrestre. Quando il culo la ragion contrasta, il culo vince e la ragion non basta.
Ciò che rende tutto questo INACCETTABILE è che sono stato sopraffatto in quanto raziocinante. Se lui fosse stato un'essere pensante, quel piatto strabordante di denaro si sarebbe svuotato di fronte a ME. Lui ha vinto perché è cretino.
Questo estirpa da me tutta la fiducia che avevo nei confronti del genere umano. 
Il mondo è proprio invivibile, se sai quanto fa tre per due.







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