Forse dovrei, ma forse no.
Forse dovrei, in sostituzione, ragionare almeno un minuto su quello che potrebbe essere un incipit accattivante per questo diario alfanumerico. Ma ciò, inequivocabilmente, significherebbe che me ne importa anche solo un poco di rendere queste pagine una lettura interessante per i più, e così non è.
Forse dovrei, in definitiva, scrivere qualcosa di concreto e pregno di significato - che so, un aforisma, un proverbio, un detto popolare - per dimostrare che c'è una ragione se spreco il mio tempo sulla tastiera di un computer invece di girare il mondo tentando di ingravidare quante più donne posso.
Ma quello che sto facendo una ragione vera e propria non ce l'ha.
Di conseguenza non adempierò a nessuno dei tre ipotetici doveri sopra esposti e mi divertirò notando che, dichiarando di non volerlo fare, l'ho appena fatto.
Ma che dire, che dire!!
Pare proprio che la telematica sia diventata il sostituto ideale ai rapporti umani.
Youtube e Vedogratis sono, rispettivamente, la nuova televisione ed il nuovo cinema.
iTunes e Facebook, se utilizzati in combo, sono la nuova discoteca - si tratta, in entrambi i casi, di ascoltare musica e urlare cazzate a più non posso senza che nessuno capisca una cippa.
I siti porno stuzzicano la fantasia dei meno fortunati nelle relazioni intersessuali, rendendoli sempre più incapaci nel rapportarsi e sempre più bisognosi di autoerotismo.
Ecco qua, ventunesimo secolo: lo schermo di un laptop racchiude in sé una soddisfacente sintesi di tutti i divertimenti ed i valori che, tanto stupidamente, si cerca fuori dalla porta di casa con terribile spreco di energia.
Ho acconsentito, spinto dal deprecabile bisogno di sentirmi socialmente accetto, a creare un account di Facebook ed a iniziare a guardare film in streaming anziché al cinema (contribuendo, mio malgrado, al dilagare inarrestabile di questo disonesto malcostume). Ho iniziato, mio malgrado, a non reputare più disgustosi tutti coloro i quali si avvalgono di strumenti vili e semplicistici al fine di procurarsi un'erezione (pur rimanendo, questo devo puntualizzarlo, un convinto sostenitore del rapporto sessuale vecchia maniera).
L'unica cosa che mi mancava, per poter essere considerato un vero e proprio cittadino del web, era proprio il possesso di un blog tutto mio, di un mio spazio da macchiare della malsanità delle mie idee balzane.
Aborrivo, a dire il vero, all'idea di non utilizzare più la vecchia ed adorata carta per imprimere da qualche parte i miei pensieri. Deprecavo dal profondo l'eventualità di sentirmi più a mio agio davanti ad un luminoso monitor piuttosto che curvo su un mucchio di fogli sporchi di marmellata e briciole di pane.
Ma poi, dopo molto tempo, ho capito che non c'è motivo di rinunciare ad un'abitudine tanto soave - quale è quella della scrittura a mano- in favore di un'altra.
Posso mantenere quella vecchia ed iniziarne una nuova. Perché no?
L'unico problema, in questo mio processo di conversione, è il sentirmi molto meno Homo Sapiens Sapiens.
Sì, perché l'Homo Sapiens Sapiens sa cacciare, sa pescare, sa sopravvivere in una foresta così come in un deserto. Sa vivere in una grotta priva di riscaldamenti e di elettricità, sa abbigliarsi solo di pelli e foglie rinunciando a Fred Perry e Vic Beckham. Sa badare ai figli e sa appiccare un fuocherello. Sa intrattenere stretti rapporti commerciali con altri uomini contrattando per ottenere più merce ad un prezzo minore. Sa creare capanne, villaggi, cittadelle, forti, feudi, stati. Sa uccidere con una lancia o con un sasso, con un dardo o con un coltello, con una catena o con una spada. Sa fare la guerra e sa fare la pace, sa impiccare i giusti e crocifiggere i figli di dio. Sa rubare, sa tradire e sa inventare.
Io, dal canto mio, tutto questo non lo so fare. Ed allora, accostandomi un poco di più al costume odierno e prendendo ancor più le distanze dalle insigni tradizioni dei miei antenati, non so più se sono un'evoluzione o un'involuzione.
Tanti saluti, e rendiamo omaggio ai microprocessori all'avanguardia.
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